the Great Gatsby


Ero molto incerta sul fare o meno questa recensione, perchè il film ormai è uscito da un paio di settimane, e quindi non sono proprio 'sul pezzo'.
Ma sono riuscita a andarlo a vedere sono ieri, e credo  meriti qualche parola, visto che è uno dei film più controversi dell'ultima stagione.
Il film, diBaz Luhrmann  è, come tutti voi già saprete, tratto dall'omonimo romanzo di F.S.Fitzgerald, scrittore americano morto nel 1940, e questa è la quarta versione cinematografica, ma la più famosa è senz'altro quella con Robert Redford del '74, che vi consiglio vivamente di vedere.
Sulla costa settentrionale di Long Island, nel West Egg,nome fittizio per intendere Kings Point,  si trasferisce un giovane e promettente agente di borsa, Nick Carraway(Tobey Maguire), sotto cui si cela la personalità dello stesso Fitzgerald, che affitta una piccola casa senza pretese circondata dalle sontuose dimore dei nuovi ricchi. La più bella, senza dubbio, è il palazzo acquistato dal miliardario Jay Gatsby(Leonardo Di Caprio), gentiluomo misterioso e affascinante che tutti i fine settimana dà dei party a cui tutta la città partecipa senza invito. Unico a vedersi recapitato un biglietto per uno di questi eventi, è proprio Nick. Si scopre, in seguito, che Gatsby ha acquistato il suddetto palazzo poiché dall'altra parte della baia, a East Egg, abita la donna di cui si era innamorato appena 18 enne,ricambiato, Daisy(Carey Mulligan), ma che  deve abbandonare perchè chiamato in guerra in Europa. Lui torna, ma lei si è sposata con un facoltoso ex giocatore di polo, rampollo di famiglia, che la tradisce continuamente.
La regia, soprattutto nella prima parte del film, ci catapulta quasi in un mondo fittizio, le immagini delle feste, del sontuoso palazzo di Gatsby, sono quasi immagini da fiaba, carnevalesche e eccentriche.
Ma questo aiuta a comprendere meglio la superficialità di quell'ambiente in quel periodo, il boom economico, in cui tutti facevano soldi facilmente grazie alla borsa e alle sue spregiudicatezze,, il proibizionismo favoriva anzichè ostacolare il cosumo di alcolici, e la morale era completamente scomparsa.
La storia è mantenuta piuttosto fedele al romanzo, e la dura critica al mondo superficiale dei ricchi, con il loro disprezzo e la loro boria, incapaci di provare veri sentimenti o rispetto per i loro simili, in contrapposizione a Gatsby, che ha uno spessore e una profondità fatta di sogni e speranze, e  una grande dignità.
Decisamente degna di nota la bravura degli attori, Di Caprio sopra tutti.
Il messaggio arriva chiaro e tondo, senza mezze misure, e questa è la ragione per cui l'ho apprezzato e, anche se la regia è un pò sopra le righe, la trovo funzionale alla riuscita del film.
E come non menzionare i favolosi abiti, che sono stati disegna nientepopodimeno che da Miuccia Prada!
E voi lo avete visto? Vi è piaciuto?






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