ANNI DIFFICILI: un film da vedere.

Ciao fringuelle care, ieri come tutti i giovedì sono andata al cinema d'essai D'Azeglio qui nella nebbiosa Parma, a vedere una retrospettiva gratuita di film con argomento il neorealismo italiano.
Premetto che, da appassionata di cinema quale sono, ho in effetti una grande lacuna a proposito, e questa retrospettiva cade proprio a fagiolo! Ho già avuto il piacere di vedere Paisà, ladri di biciclette e altri, film che probabilmente non avrei avuto modo di vedere altrimenti.
Ma bando alle divagazioni, è di Anni Difficili che vi voglio parlare. E' una pellicola del '47 di Luigi Zampa. con Umberto Spadaro, Milly Vitale, Delia Scala, Massimo Girotti (che uomo...), e Ave Ninchi.
Il film racconta la storia di un paese siciliano sotto il regime, fino alla scoppiare della guerra e fino alla fine del conflitto.
Non è il solito film di denuncia sul fascismo, certo è naturalmente  anche questo, ma è  una analisi dell'atteggiamento degli italiani, quelli comuni, del popolo, non poveri e non ricchi, tutti insomma, e delle loro reazioni agli avvenimenti, mettendo il dito nella piaga su certe meschinità, codardie, clientelismi e posizioni di comodo che sono putroppo diffuse nel nostro paese. Ci sono le figure degli intellettuali, che dissentono ma di nascosto senza mai esporsi, e i voltagabbana, sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori, servi del fascio fino a quando l'Italia non viene sconfitta, e allora servi degli alleati.
Il film ha per quasi tutta la durata un tono quasi leggero, che si fa però sempre più greve mano a mano che la guerra si avvicina, per finire con 10 minuti di vero gran cinema, al termine del quale lo spettatore si sente ferito,e pieno di vergogna.
Anni difficili suscitò un acceso dibattito (anche da parte di tanti personaggi influenti della scena politica del dopoguerra che si vedevano in qualche modo rispecchiati in alcune figure ), ed ovvi e violenti attacchi da parte della destra, i cui giornali ne chiesero persino il sequestro per "diffamazione della patria".
Dovete vederlo, assolutamente, perchè credo che se non si sa da dove si viene non si può neanche sapere dove si sta andando.




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