MACBETH, 2015



Ho avuto il piacere di vedere ieri sera Il Macbeth nella versione cinematigrafica di       , uscito qui in Italia solo adesso, ma presentato a Cannes già nel maggio 2015.
Gli attori sono Michael Fassbender nella parte di Macbeth e Marion Cotillard nella parte di Lady Macbeth;   il film è stato girato tra la Scozia e l'Inghilterra nel febbraio del 2014.

La trama è fedele come lo sono i dialoghi, perfettamente aderenti al testo di Shakespeare: è una storia dai diversi piani di lettura, un uomo integro e giusto viene risucchiato in un vortice di bramosia che sfocerà nella follia, dal momento in cui decide di cedere alla tentazione di far avverare il destino rivelatogli dai fantasmi di quattro figure femminili chiaroveggenti: tu sarai Re.





Macbeth, spinto anche dall'ambiziosa moglie, uccide il re mentre è suo ospite nel sonno, ne fa accusare il figlio in fuga, e si fa incoronare re. Da quel momento, però, è preda di visioni di fantasmi e demoni, e una folle paranoia lo porta a trucidare donne, bambini, e chiunque i suoi spettri incolpino di volerlo derubare del suo trono.







Neanche Lady Macbeth ha ormai più nessun controllo sul folle marito, e si rende conto di aver contribuito a creare un mostro.
In questa storia figure soprannaturali si fondono con il mondo degli umani, rendoli deboli e facendoli inciampare nelle loro facili vanità.

Il film procede lentamente, risucchiando lo spettatore ogni minuto di più nella tragedia. Le immagini sono colme, sature, il respiro è affannoso, difficile sottrarsi all'atmosfera cupa che anche la musica, che è praticamenete continua durante tutto il film, contribuisce a creare. Il paesaggio stesso sembra soprannaturale, avvolto continuamente da una fitta nebbia.






Bravo Fassbender, che in genere non mi fa impazzire, e bravissima la Cotillard, soprattutto nel monologo a inquadratura fissa sul suo volto, molto ravvicinata, dove la telecamera la guarda impietosa e noi con lei, il volto della donna che disperata fa i conti con le sue azioni: 'quello che è fatto non può essere disfatto'.




Il film ha ricevuto buone critiche, Rotten Tomatoes gli ha dato il 79% di gradimento, le critiche però lo hanno sminuito perchè ritenuto troppo vicino all'originale shaekspiriano, soprattutto se comparato alle versioni precedenti di Kurosawa o di Orson Welles.
Forse è vero, ma io penso che a questo film non manchi nulla. Il messaggio è chiaro e diretto, l'emozione è forte, i personaggi a tutto tondo. Mi sento solo di dire che per chi è abituato a film di movimento, questo film può risultare un pò faticoso, nel suo sdrotolarsi in drammatica lentezza.
Io personalmente l'ho adorato.





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