del femminismo e dei caffè ristretti



Lo so l'8 marzo è passato da un pò quindi non sono più sul pezzo a cianciare di femminismo. Ma niente, alcune cose continuano a frullarmi nel cervello, e poi sta per uscire il film Suffragette quindi mi sento  autorizzata.
Caso ha voluto che mi sia capitata una cosa sul posto di lavoro  che mi ha fatto ulteriormente riflettere. E che poco dopo io abbia letto uno sfortunato articolo su Marie Claire.
Ma procediamo con ordine. Proprio una settimana dopo l'8 marzo o giù di li, in una mattina qualunque di un giorno qualunque nel mio negozio di tatuaggi, io stavo lavorando nella mia stanzetta, gli altri ragazzi stavano lavorando nella loro, verso mezzogiorno il mio cliente mi propone di fare il caffè. Essendo cliente abituale sa che possediamo una moka elettrica e tutti i giorni la  prepariamo per noi.
Metto su il caffè e faccio il giro a chiedere chi ne vuole una tazza. Non faccio in tempo a entrare in una stanza che il cliente dell'altro tatuatore mi fa: volevo proprio te, vorrei un caffè. Io, già un pò perplessa gli dico, guarda stavo venendo a chiederti se volevi un caffè...e lui mi fa in tono di comando, a si allora lo prendo ristretto.
Questo ti sembra un bar e io indosso un grembiule?
Il negozio è mio quindi possiamo pure dire che sono il capo.
Poi leggo sto articolo dove si parla di come la donna abbia fatto progressi nella sua condizione anche grazie ad alcune moderne paladine, e tra queste cito testualmente: Cara Delevigne che ha deciso di smettere di fare la modella ( ma farà cinema, quindi? in che modo sarebbe una mossa femminista?), Miley Cyrus, perchè fa una campagna su instagram per il capezzolo femminile libero (davvero non potevamo farne a meno), Beyoncè perchè, cito testualmente,l'uso del suo culo sia simbolo del femminismo non c'è più dubbio (aiuto), Ellen Page, cito sempre testualmente, perchè abbiamo bisogno di una nuova lesbo-warrior con il nasino all'insù.
La verità è che anche noi donne se dobbiamo parlare di femminismo lo facciamo in punta di piedi, cercando di addolcire la pillola, facendo magari dell' (infelice) ironia. Ve lo dico chiaro e tondo: c' è poco da ridere, per quanto ci sbattiamo, lavoriamo sodo, impariamo, guadagnamo posti di comando e stipendi quasi adeguati, rimaniamo sempre delle donnette che servono il caffè.


Anti suffragette cartoon







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